Gli abitanti al confine tra l’Umbria, il Lazio e le Marche hanno vissuto una notte di terrore a causa di un terremoto di magnitudo 6.0, ad una profondità di 4 km.
Epicentro ad Accumoli, Amatrice e Pescara del Tronto.
La prima scossa dell’imponente sciame sismico che ha colpito il Centro Italia è stata avvertita alle ore 03:36.
A causa dei numerosi crolli, non è ancora possibile stimare un bilancio dei feriti: moltissime le persone che in queste ore vengono estratte dalle macerie.
Le vittime, purtroppo, sono in costante aumento: basti pensare che alle 09:30 di stamane si parla già 21 morti accertati.
Il Sindaco di Amatrice ha dichiarato:
La città è distrutta, praticamente rasa al suolo.
La gravità della situazione è confermata anche dal responsabile della Croce Rossa locale, il quale ha parlato di
un ponte pericolante, quello di Tre occhi, che costringe ad entrare nel paese solo a piedi rallentando i soccorsi e di una importante fuga di gas.
Troppe coincidenze con il terremoto de L’Aquila.
Il terremoto di magnitudo 6.0 che ha colpito l’area compresa tra Marche, Umbria e Lazio appartiene al fenomeno di “stiramento dell’Appennino“, lo stesso che ha colpito il cuore dell’Abruzzo 7 anni fa.
A causa del forte sisma, l’orologio dell’antico campanile di Amatrice si è fermato alle 3.36 del mattino, ora del sisma (a L’Aquila, il 6 aprile 2009, il disastro iniziò alle 3.32) e le scosse di assestamento potrebbero non essere terminate.
“È una zona ad altissimo rischio sismico in cui incidono faglie sismo-genetiche simili a quelle che secoli passati hanno fatto già registrare gravi episodi sismici. Scosse come quelle che hanno colpito il Centro
Italia sono state già registrate nei decenni passati e riteniamo che altre ne verranno”.
Queste le parole di Andrea Tertulliani, sismologo dell’Ingv all’agenzia Adnkronos.
Attenzione!
Allerta della Croce Rossa:
- lasciare libere le strade di accesso alle zone colpite dal sisma;
- non affollare la via Salaria.
Ricordiamo il numero della protezione civile: 800 840 840.
Appello dell’Avis:
Sono necessarie sacche di sangue di tutti i gruppi sanguigni per aiutare i feriti colpiti dal terremoto.
Chiunque può donare, si rechi presso uno degli Ospedali di Roma o, meglio ancora, presso l’Ospedale De Lellis di Rieti munito di documento d’identità e di codice fiscale.
Vi invito a far circolare questo articolo data la grave situazione di emergenza.